Le videocamere

Le videocamere “intelligenti” per la sicurezza nelle città italiane

Una valigia sospetta abbandonata nella sala d´aspetto di un aeroporto; una vettura che, frequentemente, transita davanti ad un cosiddetto “obiettivo sensibile”; un individuo, schedato in passato dalla polizia e dalla magistratura per un reato, che frequenta abitualmente luoghi tenuti sotto controllo: le centinaia di videocamere di sorveglianza che ormai tappezzano  le nostre città, ogni giorno “registrano” episodi simili. Le immagini in diretta sono analizzate costantemente  e le informazioni, in esse contenute, sono trasmesse insieme al flusso video. Tutti gli eventi sono visualizzati immediatamente, mentre i dati possono essere registrati e riutilizzati per riproduzioni successive. Le telecamere individuano i comportamenti e le situazioni anomale e, immediatamente, danno l´allarme. Sono anche in grado, collegandole ad un database di immagini (tipicamente fotografie di individui), di avvertire della presenza in luoghi sospetti di persone che potrebbero compiere reati. Le telecamere sono collegate via internet o sistema peertopeer ad una centrale di controllo, dove sono dislocati i videoregistratori ad alta densità (possono memorizzare fino a 45 giorni consecutivi di immagini) e dove operano gli addetti alla sicurezza. La segnalazione di un evento “sospetto” avviene in automatico e l´operatore, ad esempio, può immediatamente allertare una pattuglia delle forze dell´ordine nelle vicinanze. Un comportamento “sospetto”, infatti, lo diventa se a tale comportamento conseguono azioni delittuose. Il semplice transitare più volte davanti ad una banca, ad esempio, di per se non dovrebbe essere considerato “sospetto”, se non accompagnato da altri fattori. In ogni caso, la segnalazione, se dovesse risultare poi negativa, dovrebbe essere immediatamente cancellata dal “database” delle videoregistrazioni.

 

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